Prostatite e magnetoterapia: un valido approccio terapeutico

Se la vita è un viaggio, ogni sua fase è una tappa di cui dobbiamo apprezzare le peculiarità. Ma, lungo il percorso, sono tanti gli ostacoli che possiamo incontrare: tra questi non mancano numerose forme di infiammazione. Non permettiamo loro di rovinare la nostra esperienza!

Tra la popolazione di sesso maschile, il problema della prostatite è particolarmente comune. Questo processo infiammatorio può risultare fastidioso, specialmente se di tipo cronico. Ma oggi abbiamo a nostra disposizione strumenti per liberarcene più facilmente.

Prostatite e magnetoterapia: hai mai sentito parlare dei benefici di questo trattamento per lenire l’infiammazione? Vediamoli insieme in questo articolo.

 

 

Cos’è la prostatite?

Uomo dolorante a causa della prostatite

 

Stai prendendo in esame la possibilità di curare la prostatite con la magnetoterapia? In tal caso, ti sarà utile capire meglio la natura di questo disturbo. Conoscere le patologie che ci colpiscono è sempre il primo passo per liberarcene!

Col nome “prostatite” intendiamo una combinazione di malattie infettive¹, che includono la prostatite batterica acuta e cronica. Tuttavia, il disturbo può essere anche asintomatico. Si tratta, più in generale, di una malattia infiammatoria della prostata², ovvero una ghiandola presente nell’apparato urogenitale maschile.

La funzione della prostata è di secernere un fluido che, mescolandosi all’interno dell’uretra con lo sperma proveniente dai testicoli, forma il liquido seminale. Tuttavia, questa ghiandola può infiammarsi, specialmente in uomini tra i 30 e i 50 anni di età³. Interessa una percentuale variabile tra il 30 e il 50% degli uomini sessualmente attivi.

 

L’infiammazione può essere di più tipologie differenti. Avremo quindi:

  • prostatite acuta batterica, ovvero provocata da un’infezione batterica;
  • prostatite cronica batterica, poco comune e causata dalla proliferazione dei batteri nella zona interessata;
  • prostatite cronica abatterica, più frequente tra i pazienti over 25; non è di origine batterica e viene anche detta sindrome dolorosa pelvica cronica;
  • prostatite asintomatica.

 

 

Prostatite: le principali cause

Uomo dolorante a causa della prostatite

 

Dal momento che, come abbiamo appena visto, esistono più tipi di prostatite, anche le cause della malattia sono diverse tra loro. Sia per quel che riguarda la prostatite acuta sia per la prostatite cronica batterica, sono le infezioni batteriche a provocare l’infiammazione, ma in modo differente. Nel primo caso infatti si parla di un’infezione a carico delle vie urinarie, mentre nel secondo i batteri si sono moltiplicati a livello della prostata, innescando le recidive.

Le cose cambiano invece quando si parla di prostatite cronica abatterica. A oggi questa patologia non può essere collegata direttamente a una specifica causa, poiché non vi sono riscontri dagli esami delle urine, dello sperma e del tampone uretrale.

La sindrome dolorosa pelvica cronica può insorgere per molte ragioni. A volte è una conseguenza di una precedente prostatite, ma anche di altri disturbi proctologici come ragadi, emorroidi o fistole. Anche lo stress può favorire la comparsa del disturbo.

 

 

Quali sono i sintomi della prostatite?

Uomo dolorante si tocca la schiena a causa della prostatite.

 

Per curare la prostatite con la magnetoterapia è importante riconoscerne i sintomi non appena questi si manifestano. La sintomatologia varia a seconda della natura dell’infiammazione in atto, ma alcuni aspetti sono generalmente sempre validi. È quasi sempre presente l’irritazione urinaria, più o meno seria, assieme a dolori localizzati nel basso ventre. La malattia può inoltre causare un calo della fertilità.

A seconda del tipo di prostatite, si avranno sintomi diversi. La prostatite acuta è quella che si manifesta in modo più netto, di solito improvvisamente. È accompagnata dai tipici segni delle infezioni genito-urinarie, ovvero:

  • febbre e brividi, con sintomi simili a quelli dell’influenza, come i dolori muscolari e articolari;
  • dolori nell’area dei genitali e nella parte bassa della schiena;
  • disuria e nicturia;
  • bruciore nell’urinazione;
  • presenza di batteri e di sangue nelle urine.

 

La prostatite cronica batterica può avere sintomi analoghi, ma che si manifestano in modo graduale, meno intenso e con intermittenza. Il paziente attraverserà periodi in cui i sintomi sono molto evidenti, alternati ad altri in cui non li avvertirà affatto – o a malapena.

Anche la forma abatterica si presenta in modo simile, sebbene la causa sia difficile da rilevare. In questo caso, i sintomi tendono a divenire più lievi col passare del tempo, arrivando a scomparire. Trattandosi di un disturbo cronico però, si ripresenterà senza preavviso. La prostatite cronica non batterica non ha tra i propri sintomi la febbre.

Infine, la prostatite asintomatica, come il suo stesso nome ci suggerisce, non causa alcun dolore. Sono però presenti alcuni segnali tipici dell’infiammazione, primo tra tutti la presenza di globuli bianchi nel liquido prostatico e, di conseguenza, nello sperma.

 

 

Come diagnosticare la prostatite

 

 

Sono proprio i sintomi che abbiamo appena descritto a rappresentare il principale punto di riferimento per la diagnosi della prostatite. Se ne hai avvertito qualcuno, riferiscilo subito al tuo medico di fiducia. Se il tuo sospetto verrà confermato da parte dello specialista, saranno comunque necessari alcuni esami di laboratorio.

Per le prostatiti di tipo batterico infatti è possibile accertare la presenza dei suddetti batteri nelle urine e nel liquido prostatico. Tuttavia, gli esami non sono utili in caso di prostatiti abatteriche. In questo caso si può utilizzare un esame urodinamico, detto uroflussimetria. Un’ecografia prostatica transrettale può aiutare a valutare lo stato della prostata.

Infine, abbiamo visto in precedenza che la prostatite asintomatica si manifesta per la presenza di globuli bianchi nelle urine e nello sperma: verificare questo aspetto può consentire di diagnosticare la malattia anche in assenza di altri segni.

 

 

Come si cura la prostatite?

 

 

Sebbene la prostatite non sia di per sé una patologia grave, trattarla può risultare difficile⁴. La cura riguarda l’eliminazione delle cause che hanno portato all’insorgere del problema. La terapia varia quindi a seconda del tipo di prostatite che interessa il paziente.

Per la prostatite acuta batterica la terapia più utilizzata è a base di antibiotici, che vengono selezionati e dosati dal medico a seconda delle esigenze del caso. Tuttavia, la prostata non è molto sensibile all’azione antibiotica. Per questa ragione può essere necessario un trattamento prolungato nel tempo.

Agli antibiotici possono essere affiancati anche alcuni farmaci che aiutino ad alleviare i sintomi dolorosi e l’infiammazione. Alcuni integratori invece possono aiutare a lenire i disturbi urinari.

Il percorso indicato per la cura delle prostatiti croniche batteriche è simile, ma deve tener conto dell’elevato rischio di recidive. A tale scopo, i medici raccomandano di seguire con il massimo scrupolo le indicazioni fornite.

Sebbene non vi siano infezioni batteriche rilevabili nelle prostatiti abatteriche, pare che si possano comunque ottenere dei benefici dai trattamenti con antibiotici. Si tratta, tuttavia, di un argomento su cui gli specialisti si interrogano ancora. Per lenire i sintomi si utilizzano, anche in questo caso, antinfiammatori, antidolorifici e alfa-bloccanti. Infine, non sono solitamente necessari trattamenti per la prostatite asintomatica.

 

 

Prostatite e magnetoterapia: i vantaggi del trattamento

Dispositivo di magnetoterapia RigenAct portatile

 

Siamo giunti al dunque: la magnetoterapia per la prostatite è uno strumento terapeutico efficace? Se soffri di questo disturbo e ti stai chiedendo se sia il caso di imboccare questo percorso di cura, ecco le informazioni di cui hai bisogno.

Abbiamo visto in questo articolo come la prostatite, di ogni genere, sia accompagnata da un’infiammazione che può rendere difficoltoso urinare normalmente. I campi magnetici pulsati impiegati nella magnetoterapia possono venire in tuo aiuto proprio per risolvere questo aspetto.

Come trattare la prostatite con la magnetoterapia? Questo particolare trattamento, poco invasivo e praticamente privo di controindicazioni, utilizza i campi elettromagnetici per ottenere effetti analgesici, decontratturanti e, in questo caso, antinfiammatori. È chiaro quindi come i pazienti affetti da prostatite, specie se cronica, possano trarre giovamento da questa terapia.

 

Trattare la prostatite con RigenAct

 

Prostatite e magnetoterapia: oggi queste due parole vengono accostate sempre più di frequente, anche per merito del gran numero di dispositivi elettromedicali disponibili per il trattamento. Noi di 2A Group ti proponiamo RigenAct, un apparecchio con cui potrai svolgere il tuo percorso di cura nel massimo comfort, anche a casa tua. Oggi possiamo affermare che, affiancando RigenAct, alla terapia farmacologica, i pazienti hanno potuto apprezzare una riduzione di molti dei sintomi, tra cui la disuria e le manifestazioni dolorose⁵. In questo modo, i tempi di recupero possono essere accorciati, il tutto garantendo comodità e privacy ai pazienti.

 

Rendi l’infiammazione solo un ricordo

 

Curare la prostatite con la magnetoterapia, affiancata ai trattamenti farmacologici che il tuo medico ti prescriverà, ti consentirà di liberarti dall’infiammazione. Desideri rendere più breve il tuo percorso di recupero? Noi di 2A Group siamo a tua disposizione per illustrarti il funzionamento di RigenAct.

 

Fonti:

  1. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2292121/
  2. https://www.humanitas.it/malattie/prostatite/
  3. https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/p/prostatite
  4. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC88899/