Artrosi dell’anca e magnetoterapia: ritrovare il benessere

Oggi la moderna medicina ti offre gli strumenti per continuare a condurre una vita all’insegna del movimento, anche in caso di artrosi dell’anca: con l’aiuto di trattamenti come la magnetoterapia potrai lenire i sintomi e recuperare più rapidamente.

 

Artrosi dell’anca e magnetoterapia sono un’accoppiata terapeutica vincente. Ma cos’è di preciso l’artrosi dell’anca? Cosa la provoca? E quali sono i principali trattamenti disponibili? Scoprilo insieme a noi in questo articolo.

 

Cos’è l’artrosi dell’anca?

Donna si tocca l'anca a causa di un dolore

 

Se stai valutando di utilizzare la magnetoterapia per l’artrosi dell’anca, il primo passo da compiere per prendere una decisione ponderata è raccogliere tutte le informazioni sull’argomento.

 

L’artrosi dell’anca, particolare forma di artrosi, è una malattia degenerativa della cartilagine che interessa l’articolazione coxo-femorale¹. Per questo motivo prende anche il nome di coxartrosi.

L’articolazione colpita è il punto in cui il femore, cioè l’osso della coscia, si articola con l’acetabolo, ovvero la cavità dell’anca.

 

In presenza di artrosi dell’anca, i pazienti soffrono di un’infiammazione della cartilagine che ricopre l’articolazione che abbiamo appena citato. L’infiammazione è provocata dal deterioramento cartilagineo: ciò compromette lo scorrimento delle ossa durante i movimenti.

 

Sebbene la parte principalmente colpita sia proprio la cartilagine, la coxartrosi interessa l’intera articolazione². La patologia provoca la progressiva perdita della cartilagine articolare, ma comporta anche la comparsa di cisti subcondrali, la formazione di osteofiti, la lassità legamentosa periarticolare, una debolezza muscolare e una possibile infiammazione sinoviale.

 

Cosa provoca l’artrosi dell’anca

Uomo si tocca l'anca a causa di un dolore

 

Oggi sappiamo che l’artrosi non è il frutto di un unico processo che colpisce le articolazioni: la patologia insorge infatti per via di una serie di condizioni. Lo stesso vale naturalmente per l’artrosi dell’anca.

 

Sono infatti numerose le cause che possono provocare la comparsa della coxartrosi. È particolarmente frequente nei pazienti affetti da artrosi generale. La patologia può originarsi per ragioni meccaniche, come conseguenza di alterazioni strutturali congenite, oppure per la degenerazione della cartilagine.

 

Altre cause comprendono:

  • necrosi ischemiche;
  • osteoporosi;
  • traumi;
  • artriti infiammatorie.

In generale, tutto ciò che può comportare l’eccessiva sollecitazione della cartilagine nell’articolazione coxo-femorale (e la sua conseguente degenerazione) può causare la coxartrosi.

 

I sintomi della coxartrosi

Medico visita paziente con artrosi all'anca

 

Come per le altre forme di artrosi, il principale sintomo dell’artrosi dell’anca è il dolore. In questo caso, si manifesta all’altezza dell’inguine, in corrispondenza dell’articolazione. Tuttavia, la sensazione può irradiarsi verso il basso, a volte raggiungendo anche il ginocchio.

 

Il dolore può apparire gradualmente oppure improvvisamente. È solitamente accompagnato da rigidità articolare. I sintomi normalmente appaiono al mattino oppure dopo che il paziente è rimasto a lungo seduto. Col progredire della malattia, la manifestazione dolorosa diventa più frequente, comparendo anche a riposo o durante la notte.

 

Entrambi i sintomi possono essere attribuiti alla perdita di congruenza tra le superfici articolari. Possono essere leniti con l’aiuto di attività volte ad allentare l’articolazione.

 

Come diagnosticare l’artrosi dell’anca

 

Se hai avvertito dolore e rigidità nell’articolazione dell’anca, è consigliabile una visita di controllo presso il tuo medico di fiducia per escludere l’artrosi dell’anca – o diagnosticarla precocemente e imboccare il giusto percorso terapeutico.

 

Nella maggior parte dei casi, è possibile accertare la presenza della coxartrosi con un semplice esame clinico³. A questo può essere aggiunta una radiografia, che ha sia lo scopo di confermare la diagnosi sia di tenere sotto controllo il progredire della patologia.

 

I trattamenti per la coxartrosi

 

Oggi i pazienti affetti da artrosi dell’anca possono fare affidamento su numerose opzioni terapeutiche. Le principali linee guida cliniche prevedono l’utilizzo di terapie conservative⁴, ovvero volte a rallentare il deterioramento della cartilagine. Si utilizzano trattamenti sia farmacologici sia non farmacologici, allo scopo di garantire una gestione ottimale della patologia.

 

Esistono anche opzioni chirurgiche, più invasive, tra cui l’applicazione di protesi. Stando agli studi attuali, sappiamo che circa il 74% dei pazienti ha valutato la strada chirurgica, il 19% le terapie a base di farmaci e il 7% altri percorsi conservativi non farmacologici, come la magnetoterapia. Tuttavia, quest’ultima opzione è la più sicura e garantisce il minor numero di effetti collaterali.

 

Oggi, l’educazione posturale è un valido aiuto che favorisce l’auto-gestione del paziente. A questa possono essere affiancati esercizi e trattamenti fisioterapici, con lo scopo di lenire dolore e rigidità e rallentare il progredire della malattia. Abbiamo inoltre già fatto cenno nei paragrafi iniziali al legame tra artrosi dell’anca e magnetoterapia: andiamo ora a vedere più da vicino questa opzione terapeutica.

 

La magnetoterapia per la coxartrosi

Dispositivo di magnetoterapia RigenAct

 

Sono molti oggi i pazienti a valutare la magnetoterapia per l’artrosi dell’anca: questo perché si tratta di un trattamento non invasivo che consente di lenire i principali sintomi della malattia.

 

La magnetoterapia rappresenta un valido supporto per contrastare il dolore, i processi infiammatori e le contratture che colpiscono la muscolatura periarticolare. Favorisce inoltre la rigenerazione dei tessuti: in questo modo, la patologia progredisce più lentamente e consente al paziente di condurre le proprie attività quotidiane.

 

La terapia si basa sull’utilizzo di campi magnetici, emessi tramite appositi apparecchi elettromedicali. Tra i vari effetti, si ricorda anche la vasodilatazione e il conseguente miglioramento della circolazione. A tutto ciò va aggiunto anche un effetto rilassante.

 

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Non farti fermare dalla coxartrosi

 

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Fonti:

  1. https://www.humanitas.it/malattie/artrosi-dell-anca/
  2. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5760056/
  3. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5083776/
  4. https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1836955313701796?via%3Dihub